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Il virus Nilo fa due morti: cresce la paura per le punture killer

È importante proteggersi soprattutto al tramonto perché, a differenza di altre infezioni trasmesse dalla zanzara tigre, il vettore del West Nile virus è la zanzara comune che 'attacca' soprattutto al tramonto". I consigli per evitare le punture

Due esemplari di zanzara comune

Un altro morto per il West Nile, la prima vittima registrata in Veneto a causa del virus del Nilo. L'ultimo aggiornamento del bollettino sulla sorveglianza delle arbovirosi risultano confermati 19 casi, ai quali, purtroppo, è da aggiungere il decesso di un 79enne residente in provincia di Verona, colpito dalla forma neuroinvasiva del virus.

Due giorni fa era morto un 77enne Ferrarese: l'uomo, che aveva già dei problemi cardiorespiratori, è deceduto al Policlinico di Cona (Ferrara) dopo aver contratto il virus West Nile trasmesso da una zanzara infetta.

"Si trattava di un soggetto fragile, cui è stata diagnosticata un'encefalite da West Nile. Una complicazione neurologica importante, che però si verifica solo nello 0,1% dei casi" spiega all'Adnkronos Salute Marco Libanore, direttore Malattie infettive dell'Azienda ospedaliero universitaria di Ferrara.

"Nella nostra Provincia ormai dal 2008 registriamo fino a 3-4 casi di West Nile ogni estate, con l'eccezione del 2010-11. A preoccupare di più sono i pazienti già fragili, con una cardiopatia o problemi respiratori".

Febbre del Nilo, i sintomi dell'infezione

L'infezione da West Nile è asintomatica nella maggior parte dei casi. Ma il 20% dei pazienti può essere colpito da febbre alta e lo 0,1% ha una complicanza neurologica importante, meningite a liquor limpido o encefalite". 

Le manifestazioni iniziali sono subdole: febbre sopra 39, mal di testa, stato confusionale o soporoso.

A portare il virus nel nostro Paese dall'Africa sono gli uccelli migratori, dalle gazze alle cornacchie, che al rientro in Italia sono portatori del patogeno per 6 mesi. Vengono punti dalla zanzara comune (Culex), che può trasmettere il West Nile all'uomo.

Se la patologia è particolarmente insidiosa "per i soggetti fragili, la raccomandazione valida per tutti è quella di difendersi dalle zanzare: con barriere fisiche, come le zanzariere o gli abiti chiari che coprono gli arti, ma anche utilizzando repellenti ed evitando l'acqua stagnante nei sottovasi o nelle fontane.

È importante proteggersi soprattutto al tramonto perché in questo caso, a differenza di altre infezioni trasmesse dalla zanzara tigre, il vettore è la zanzara comune che 'attacca' soprattutto al tramonto".

Eventi gravi solo nello 0,1% dei casi

"Sono addolorato per la morte di questa persona e rivolgo le condoglianze ai famigliari - ha aggiunto l’assessore alla Sanità regionale Luca Coletto - ma corre l’obbligo di ricordare, per non accendere timori ingiustificati, che gli esperti indicano che un evento così grave si verifica nello 0,1% dei casi di infezione".

Come proteggersi dalle zanzare

La nota della Regione Veneto alle Aziende Ulss contiene numerosi altri consigli utili per evitare le punture delle zanzare.

  • all'aperto, dal crepuscolo in poi, indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte possibile del corpo, come pantaloni lunghi ed abiti a manica lunga;
  • usare repellenti cutanei per uso topico prestando alle indicazioni per l'uso riportate;
  • cercare, nei limiti del possibile, di alloggiare in ambienti climatizzati o comunque dotati di zanzariere alle finestre;
  • in caso di presenza di zanzare all'interno dei locali, utilizzare spray a base di Piretro o altri insetticidi per uso domestico, oppure diffusori di insetticida elettrici, aerando bene i locali prima di soggiornarvi.

Che cosa è le febbre del Nilo

La febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.

I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

La diagnosi viene prevalentemente effettuata attraverso test di laboratorio (Elisa o Immunofluorescenza) effettuati su siero e, dove indicato, su fluido cerebrospinale, per la ricerca di anticorpi del tipo IgM. Questi anticorpi possono persistere per periodi anche molto lunghi nei soggetti malati (fino a un anno), pertanto la positività a questi test può indicare anche un’infezione pregressa. I campioni raccolti entro 8 giorni dall’insorgenza dei sintomi potrebbero risultare negativi, pertanto è consigliabile ripetere a distanza di tempo il test di laboratorio prima di escludere la malattia. In alternativa la diagnosi può anche essere effettuata attraverso Pcr o coltura virale su campioni di siero e fluido cerebrospinale.

Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile. Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi più gravi è invece necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti somministrati comprendono fluidi intravenosi e respirazione assistita.

Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare. Pertanto è consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente.

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