Politica

Chi chiede a Mario Draghi di non lasciare il Governo

Dai sindaci agli operatori sanitari, l'invito è unanime: bisogna andare avanti

Mancano ancora diversi giorni al prossimo 20 luglio, quando il premier Mario Draghi si presenterà alle Camere per comunicare la sua decisione, dopo le dimissioni rassegnate e respinte dal capo dello Stato Sergio Mattarella. Ma tra indiscrezioni e conferme sulla sua posizione "inamovibile", aumentano gli appelli della società civile per chiedere a Draghi di non lasciarsi per sempre alle spalle la porta di Palazzo Chigi.

L'appello dei primi cittadini

Dai sindaci agli operatori sanitari, l'invito è unanime: Draghi deve andare avanti per assicurare una stabilità al Paese, sconvolto dalle difficoltà economiche e dalle ripercussioni geopolitiche della guerra russa in Ucraina. A spingere Mario Draghi a proseguire l'azione di governo ci sono 11 sindaci delle città più importanti d'Italia in una lettera aperta. Da Milano a Roma, da Genova a Torino, da Firenze a Venezia, arriva un appello bipartisan nel quale undici primi cittadini, compresi i presidenti di Anci, Upi e Ali, puntano il dito anche contro gli "irresponsabili" che hanno voluto aprire la crisi. "Noi Sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l'azione di Governo. Allo stesso modo chiediamo con forza a tutte le forze politiche presenti in Parlamento che hanno dato vita alla maggioranza di questo ultimo anno e mezzo di pensare al bene comune e di anteporre l'interesse del Paese ai propri problemi interni". "Ora più che mai abbiamo bisogno di stabilità" sottolineano i primi cittadini.

Anche la Cgil interviene sulla crisi di governo. In una nota della segreteria della sigla sindacale, si legge: “Siamo rispettosi delle soluzioni che il Parlamento dovrà individuare, ma ribadiamo con forza che la crisi sociale deve essere la priorità che tutti devono avere presente. Non è il momento di indebolire il Paese e bloccare le riforme”.

Il timore dei sanitari

Un appello accorato all'unità e alla responsabilità arriva anche dai rappresentanti delle principali professioni sanitarie. "Per la sanità italiana non è il tempo di una crisi di governo al buio. A nome delle donne e degli uomini delle professioni sanitarie e sociosanitarie rivolgiamo un accorato appello all'unità ed alla responsabilità al presidente Draghi, al ministro della Salute Speranza, a tutte le forze politiche e sociali, ad ogni singolo rappresentante delle istituzioni. Non è il tempo di lasciare solo chi, da oltre due anni, con competenza e dedizione, combatte in prima linea la battaglia, ancora in corso, contro il Covid-19", si legge nell'appello firmato dai rappresentanti delle principali professioni sanitarie.

Il quotidiano 'Il Foglio' ha raccolto un analogo appello di alcuni tra i protagonisti del 'partito del pil'. Imprenditori, manager, sindacalisti, categorie, "intenzionati fortissimamente a far sentire la loro voce per evitare di affrontare al buio una fase delicata come quella che vive l'Italia". 

Si parla di